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martedì 11 settembre 2012

Letture estive - Camilleri, Una lama di luce


 Sabato 11 agosto 2012 alle ore 11.47 ·


Libro prestato da Salvatore che protesta per la lungaggine ed esaustività del risvolto di copertina che gli racconta troppo della storia.
Le lunga saga di Montalbano con le sue ripetitività a volte mi annoia: un cliché ormai collaudato fatto di lingua, personaggi, caratteri, delitti. La noia di questo libro invece è annullata magicamente da un incipit e una fine così intimi e dolorosi da dare un senso di realtà alla finzione investigativa.
La crisi amorosa del personaggio e la sua inattesa conclusione danno un senso profondo al titolo. La lama di luce che taglia dolorosamente e ferisce gli occhi del commissario è metafora di ciò che potrebbe o avrebbe potuto essere e non è o non è stato. La lama di luce rischiara, brilla, ma colpisce gli occhi, penetra e uccide.

Ancora, in questa estate così dura da vivere, con questi affetti che si rincorrono e vivono strane metamorfosi, è il sogno ad avere un ruolo così importante (per me e per Salvo M.)... Il sogno è il legame con l'animalità della nostra esistenza, legata alle viscere piu profonde e oscure, in contrapposizione con la luce. A volte il sogno ci riannoda fili con persone lontane e con il mondo delle ombre. Mi piace questo sogno/percezione/presagio che lega Salvo a Livia.

Solo una citazione per non rovinare troppe sorprese, una citazione dolorosamente vera: "con la so' morti, F. ligava lui a Livia e Livia a lui chiossà d'essiri maritati". Dietro c'è tutto il libro e un'amara evoluzione del protagonista. Posso restituire il libro a Salvatore.

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